Buongiorno Lettori!
Il nostro Blogtour continua e oggi vi porto la mia recensione di questo romanzo sci/fi-distopico di Neal Shusterman!

Casa editrice: Mondadori
Costo: 20 euro
Autore: Neal Shusterman
Genere: Distopico/Scifi
Lunghezza: 449 pagine
Trama: Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere “spigolato”. In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.
Che ne penso: Questa recensione è piuttosto ardua per me. Ho desiderato così ardentemente questo libro e, forse anche per questo, avevo delle aspettative oltre le stelle. Inutile dire, come ogni volta che si ha un Hype del genere, che sono rimasta un po’ delusa. La storia di per sè non è male, lo spunto iniziale è brillante e lo stile semplice ma esaustivo dell’autore mi ha coinvolta.
Questo è un libro che fa riflettere, come ogni distopico d’altro canto. Fa pensare ad argomenti a noi sconosciuti, situazioni impensabili: come quella dell’uomo che sconfigge la morte. Ed è proprio questo uno dei temi centrali, la Morte. Un argomento che terrorizza spesso l’essere umano.
Vediamo che anche in un mondo all’apparenza “perfetto“, che ha sconfitto tutto ciò che di brutto esiste, c’è del marcio. Capiamo che l’essere umano resta pur sempre umano e commette errori; sbaglia. In questo libro troviamo cattiveria e brutalità, sentimenti d’odio, repressione, discriminazione persino. Il tutto ovviamente perpetrato dalle Falci, gli intoccabili, coloro che non possono subire il giudizio del Thunderhead (intelligenza artificiale a capo di tutto), e -soprattutto- coloro che dovrebbero essere giusti. Notate qualche collegamento?
Tutto molto profondo, forse un po’ troppo. Forse anche a causa della situazione attuale ci sono stati punti in cui ho dovuto staccare dal leggere e prendere fiato un attimo. Il mio singolo neurone non poteva farcela.
Il tutto anche un po’ rovinato da una specie di tentativo -a mio parere fallito- di costruzione di Romance. Un romance inesistente e del tutto superfluo. Proprio inutile.
Nonostante possa sembrare che io stia demolendo questo libro non è così: gli spunti di riflessione che fornisce sono importanti, tocca argomenti come la diversità, la vecchiaia, la religione (sebbene una religione che ho trovato un po’ ridicola) .
Ma parliamo dei personaggi: Citra è la protagonista femminile. Lei mi piace. È una persona dura, forte. Un po’ poco realistiche le sue reazioni in certe situazioni: è spesso molto fredda e distaccata, ma la cosa non mi è dispiaciuta troppo. È una ragazza caparbia, l’unica sua nota negativa è che non ho visto una grande evoluzione del personaggio. Cosa che invece non si può dire per Rowan: lui ha una crescita psicologica incredibile, anche a causa delle diverse vita che si ritrova a vivere. Sebbene all’inizio sembri caratterialmente più debole di Citra, Rowan deve compiere scelte difficili e si trova a dover combattere una battaglia interiore, è bello vedere l’evoluzione dei suoi pensieri.
Altri due personaggi fondamentali, sebbene secondari, sono Faraday, un personaggio attorniato da un’aura un po’ confusa, e Madame Curie che -devo dire- ho apprezzato abbastanza.
Alcune scene sono teatrali al massimo e sono davvero appaganti, soprattutto quelle di azione sul finale. Molto avvincente anche l’escamotage che risolve il finale anche se un po’ prevedibile. Mi ha infastidita questo “rimandare” al prossimo libro, ma non posso negare l’inventiva e l’originalità della conclusione.
Frase dal libro: “Abbiamo mai avuto un nemico peggiore di noi stessi?”
Valutazione:
IN SINTESI:
Grave.







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