Buongiorno Lettori!
Il grande giorno è arrivato! Finalmente oggi esce la mia recensione di “La guerra dai papaveri” di R. F. Kuan. Questo attesissimo libro che arriva da noi in Italia il 13 Ottobre per la Mondadori, che ringrazio per averci permesso la lettura in anteprima del romanzo. Un grazie enorme va anche alla fantastica organizzatrice dell’evento: Regina aka Pan.di.luna ♥
Ma Cominciamo!
Casa editrice: Mondadori
Costo: 22 euro
Autore: R. F. Kuan
Genere: Fantasy
Lunghezza: 614 pagine

Trama: Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell’Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell’antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo…
Che ne penso: Parlare di questo libro per me non è per niente facile. È stata un‘avventura unica, un altalena di emozioni incredibile, e non sempre delle migliori.
La parte che più ho gradito è stata senza dubbio l’inizio: sebbene non sia una parte fondamentale ai fini della storia, è avvolta da un’atmosfera particolare, del tutto unica che mi ha proprio conquistata. È un tratto più tranquillo rispetto al resto del romanzo, dove si inizia a costruire il carattere della nostra protagonista Rin, dove si mostra la sua tenacia e il suo spirito d’animo intraprendente.
Ho apprezzato anche la storia all’interno della scuola, la Sinegard, questa facoltosissima accademia super particolare. Mi sono piaciuti i vari insegnamenti, molto interessanti, e sono rimasta colpita dalla fantasia che c’è dietro! Davvero ottimo lavoro!
Le cose si fanno interessanti, però, quando si mette in mezzo la guerra e i nostri personaggi sono costretti a lasciare i caldi nidi scolastici per essere catapultati tra la violenza e le torture tipiche di ogni battaglia.
Solo che quelle che incontriamo non sono battaglie comuni. La guerra, inizialmente poco più di un noioso stallo, diventa ben presto brutale oltre ogni immaginazione. E qui ho capito perché “La guerra dei papaveri” è definito un fantasy per adulti. Le torture, i supplizi e i martiri di cui leggiamo sono a dir poco atroci. Ho letto cose indicibili e impensabili e sono rimasta davvero scossa. Soprattutto dopo aver letto le dichiarazioni dell’autrice: tutto ciò che ha scritto è basato su fatti storici, realmente accaduti. Mi domando fin dove può arrivare la cattiveria umana.
Queste situazioni terribili cambieranno profondamente i nostri personaggi, che devono affrontare il tutto e provare a sopravvivere in qualche modo.
Ho apprezzato l’inventiva e l’immaginazione che sta dietro ai Cyke: la banda di sciamani che accoglie la nostra Rin, quella che dovrebbe essere una sorta di divisione a sé stante. Un ammasso di gentaglia indisciplinata ma potentissima. I membri che la compongono sono tutti diversi tra loro e hanno poteri strabilianti. Sono anche caratterizzati da un‘ironia accattivante che spesso sdrammatizza la pesantezza degli avvenimenti.
Parlando dei personaggi, Rin, la protagonista, è molto interessante. È forte e arguta e ha poteri eccezionali, ma non ho compreso a pieno alcune sue scelte. Altan (che ho pronunciato per tutto il romanzo Atlan, grazie tante dislessia) è davvero strano. Ha un trascorso complicato che lo ha reso insensibile a tutto ciò che non sia il suo unico obiettivo: la vendetta. Ha alti e bassi assurdi e, a volte, non si comporta nemmeno come un essere umano. Fa un po’ paura. Mi piace molto il personaggio di Kitay, è un buon personaggio secondario, anche se non mi capacito di come riesca a sopravvivere per tutto il libro!
Ho adorato l’evoluzione del personaggio di Nezha, da “cattivo della situazione” a personaggio che smuove la storia. Davvero intrigante! Mi piace anche il suo rapporto con Rin, uno dei più interessanti di tutta la storia, per me.
Ho un po’ di confusione per quanto riguarda la figura degli Dei, degli sciamani e tutta la parte che riguarda la religione, sebbene mi piaccia la connotazione negativa che hanno assunto le divinità: davvero originale.

Di certo è un romanzo denso e corposo, che si prende il suo tempo e richiede una presenza mentale non indifferente. Infatti, ci ho impiegato un bel po’ di tempo per questa lettura.
È un libro che ho apprezzato, sebbene così tanta violenza, non lo nego, mi ha un po’ disturbata. Ha alcune pecche però ci sono: momenti davvero surreali, e poco realistici che mi hanno fatto storcere il naso. Non mi sento quindi di dargli una valutazione troppo alta, sebbene sia un libro venerato alla follia nel mondo dei Bookinfluencer. Forse, anche a causa di quest’hype assurdo, avevo delle aspettative troppo alte, che non sono state colmate.
In conclusione, quindi, è un buon libro ma decisamente non il libro dell’anno, almeno per me.
FRASE DAL LIBRO: “La guerra non definisce chi ha ragione. La guerra definisce chi resta.”
Valutazione:
In sintesi:
Duro.
-Il Review Party continua! Ecco le altre date e gli altri partecipanti: Ringrazio ancora infinitamente Regina di Pan.di.luna e la Mondadori! ♥

A presto! ♥







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