Buongiorno Lettori!
Oggi vi porto la mia recensione di “Dystopia, il destino dei mondi” di Matteo Bagnus, che ringrazio infinitamente per la copia ♥
Casa editrice: Bookroad
Costo: 15.90
Autore: Matteo Bagnus
Genere: Distopico
Lunghezza: 443 pagine

Trama: Matthew Deuce sarebbe un ragazzo come tanti altri se non fosse per quelle strane voci che continuano a infestargli la mente. Suo padre Frank è il proprietario di un’importante ditta farmaceutica, la Sunrise, e lo ha sempre trattato come un pazzo. Matthew, però, ha deciso di ribellarsi e così Frank sperimenta su di lui l’installazione di una protesi robotica militare.Poco prima di scontrarsi con suo padre, Matthew viene catapultato in un’altra dimensione, un universo alternativo ma molto simile al suo che lo metterà di fronte ad altre versioni di se stesso e che gli permetterà di imparare a controllare uno straordinario potere che non sapeva nemmeno di possedere.Il viaggio di Matthew non servirà soltanto per impedire a Frank di estendere il proprio dominio su tutto l’universo ma anche come tappa essenziale per scoprire l’amore e per raggiungere quindi l’età adulta.
Che ne penso: Dystopia mi aveva sin da subito catturata, anche grazie alla copertina che trovo spettacolare!
Ammetto che ho avuto alcune difficoltà nella lettura di questo romanzo, dovute principalmente a me. Mi spiego: in questo periodo ho un’enorme difficoltà a leggere libri distopici, forse anche a causa del periodo assurdo che abbiamo vissuto e stiamo vivendo.
L’inizio del romanzo è stata una sorpresa: essendo raccontato in prima persona mi sono ritrovata immersa sin da subito nella storia, mi pareva di essere proprio lì con Matthew. Questo rende il libro scorrevole e permette al lettore di capire pensieri ed emozioni del nostro protagonista: una scelta davvero azzeccata a mio parere!
Il romanzo tratta tematiche molto delicate come quelle dei rapporti familiari, nello specifico Dystopia parla di un rapporto malsano e malato tra il protagonista e suo padre. Un padre abusivo, malvagio, che diviene il vero e proprio antagonista di tutta la storia. È un personaggio che odiato con tutte le forze, ma è descritto bene: non è semplice suscitare tanti sentimenti per un personaggio, sebbene negativi.
Se il rapporto con il padre è quanto più negativo, si compensa invece con quello materno: una madre dolce e amorevole, da troppo vittima di abusi e soprusi. La loro relazione è molto profonda e strappa qualche lacrimuccia… ma non dico altro!
Oltre al protagonista che è il personaggio più caratterizzato, ho particolarmente apprezzato è stato quello di Mary. È credibile e ho adorato la sua psicologia, davvero interessante! In generale, le descrizioni dei personaggi non sono mai troppo approfondite, ma lasciano intendere alcuni aspetti, in modo da non appesantire la scrittura.
Il romanzo ha colpi di scena e di azione, alternati a momenti di calma, più riflessivi o descrittivi. Un buon bilanciamento che non annoia troppo e spiega il giusto.
Una nota positiva per le parti riguardanti la meccanica, in cui si spiega in maniera semplice ( per una profana come me) come gli arti robotici, creati dal padre, sono utilizzati.
C’è anche un pizzico di romance in questa storia, un’amore dolce e discreto, ma anche ironico e divertente, come il protagonista che, diciamocelo, è un po’ imbranato in quest’ambito. Fa sorridere!
Unica vera pecca a mio parere sono alcuni errori di battitura o grammaticali all’interno del libro, potrebbe essere, però, che io abbia una copia non definitiva e che sia stato riveduto per le edizioni successive.
Valutazione:
In sintesi:
Discreto.






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