Recensione# 16: Hunger Games il canto della rivolta. Blogtour.

Buenos dias lettori!

Oggi parleremo de “Il canto della rivolta” il capitolo conclusivo della saga di Hunger Games scritto da Suzanne Collins.

Casa editrice: Mondadori
Costo: 13 euro (nuova edizione in flessibile)
Autore: Suzanne Collins
Genere: Distopico
Lunghezza: 432 pagine

Trama: Contro tutte le previsioni, Katniss è sopravvissuta agli Hunger Games per la seconda volta. Ma anche se ora è lontana dall’arena sanguinaria, non può dirsi salva. Capitol City è arrabbiata. E chi è destinato a pagare per i disordini? Katniss, ovviamente, la Ragazza di fuoco. Riuscirà a diventare il volto della rivolta e a evitare che i suoi cari paghino per le sue scelte?

Che ne penso: Il racconto riprende pochi giorni dopo la fine del “La Ragazza di fuoco”, ma l’atmosfera è completamente cambiata. Katniss non solo si trova a doversi destreggiare nel suo ruolo di ragazza-immagine della rivoluzione, ma anche a gestire i suoi pensieri. Tutto si concentra su ciò che Katniss prova, sulle sue preoccupazioni, su quanto sia sola ad affrontare nuove sfide. Un’introspezione profonda e difficile da comprendere, mai banale, che delinea un’atmosfera soffocante e oppressiva. Un mix che io ho trovato interessante e maturo, ma che un lettore più giovane o in cerca di azione potrebbe trovare noioso.

Atmosfera di guerra anche tra Katniss, Peeta e Gale. La possibilità per Katniss di stare con Gale, il migliore amico con cui lei non aveva difficoltà a confidarsi, è ormai impensabile.  Lui non riesce più a capire la ragazza e risulta in alcuni punti irritante e spietato (vedi episodio dell’Osso). Anche il rapporto con Peeta si ribalta: adesso è la protagonista che deve essere il punto fermo per i sentimenti che entrambi provano.

Un tema importante che viene approfondito è quello della politica. Più che mai Katniss è diventata un bersaglio e una presenza scomoda sia per Snow che per la Coin (a capo del distretto 13). Mi è piaciuto che quest’ultima fosse una governante così subdola. Influenza la protagonista non in modo evidente, spingendola a mettersi in pericolo e non dandole il supporto di uno psicologo durante la sua permanenza nel distretto 13.

Una persona di cui non fidarsi, anche perché il suo nome in linea con quelli dei nemici provenienti da Capitol City viene dal latino e il suo cognome significa letteralmente monete, tutto a confermare i sospetti di Katniss nei suoi confronti. Se fossi un editore, valuterei in una nuova edizione la possibilità di italianizzare almeno i cognomi per permettere a un lettore italiano di cogliere più facilmente questi sottointesi. Mi chiedo anche se la missione “improvvisata” a Capito City da Katniss non fosse stata prevista dalla presidente.

Non mi è piaciuto, invece, come l’autrice indugi nella descrizione particolareggiata e lenta di alcune morti e questo non per fini di trama, ma per coinvolgere noi lettori. Durante il libro approfondisce i personaggi, li fa dialogare di più con la protagonista, tutto in vista della loro morte e dell’effetto che susciteranno in noi lettori. Sarà stato fatto per sottolineare la crudezza della guerra, ma l’ho trovato una soluzione meschina.

Per concludere, ho trovato il finale una degna conclusione della saga. Alcuni lo hanno definito troppo positivo, ma quanto può essere buono per Katniss un mondo senza la sua famiglia? Negli ultimi capitoli può finalmente trovare un po’ di pace, senza nessuno che le metta pressioni addosso. Quello che ha passato non viene cancellato, lei stessa ammette di dover combattere sempre con i suoi ricordi e gli incubi. Un’altra morte l’avrebbe distrutta e la sua morte avrebbe, a mio parere, bloccato gli altri personaggi.

Un finale dolce-amaro che riprende in parte l’idea dell’epilogo de “I Doni della Morte” scritto da J.K. Rowling. un piccolo sguardo sul futuro dei personaggi che però non rivela molto, ma solo il necessario a darci speranza.

Frase dal libro: “Diventare la Ghiandaia Imitatrice… è possibile che quel po’ di bene che faccio abbia più peso dei danni?”

Voto:

Classificazione: 4.5 su 5.

IN SINTESI:

Folle.

Una risposta a “Recensione# 16: Hunger Games il canto della rivolta. Blogtour.”

  1. Avatar Cristina Alessandri
    Cristina Alessandri

    Ciao!
    Non ho mai letto questa saga ma ne sto sentendo parlare davvero un gran bene.
    Ottima recensione 😉

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Sono Andrea

Sono Andrea, una ventisettenne iperattiva innamorata della scrittura e dei libri, come tanti altri.

Questo amore dura da così tanto tempo che a malapena ricordo com’è iniziato, ma è una passione forte che mi ha portata a fare della letteratura il mio mestiere.

Un’altra mia grande passione sono le lingue e mi è sembrato un connubio perfetto.

Ho studiato tanto; sono passata per il Liceo Linguistico, per una Laurea triennale in Lingue per l’Editoria, una Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo e tanti corsi di scrittura, correzione di bozze ed editing.

Cosa combino su questa pagina? Beh, qui troverete tutto quello che ha a che fare con il mondo dell’editoria.

Questo spazio era nato come un Blog in cui parlavo delle mie letture, ma adesso è molto di più. Qui leggo e recensisco libri, sì, ma offro anche traduzioni, correzioni bozze, editing e servizi di copywriting. Una vera Macedonia coloratissima di parole e idee, insomma!

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