Buongiorno lettori!
Oggi mi presento a voi con una recensione di “Kobane calling” di Zerocalcare, la mia prima lettura di questo autore.

Casa editrice: Bao pulishing
Costo: 20 euro
Autore: Zerocalcare
Genere: Diario di viaggio, graphic novel
Lunghezza: 262 pagine
Trama: A me risulta difficile concepire un’appartenenza diversa dal mio quartiere. Forse però ci sono cose che trascendono la geografia e parlano ad altre cose, che manco sappiamo di avere. Un diario di viaggio tra Turchia, Siria e Iraq, verso una coraggiosa utopia possibile: il Rojava. Kobane calling: facce, parole e scarabocchi da Rebibbia al confine turco siriano.
Che ne penso: Kobane calling è la prima graphic novel che ho letto di Zerocalcare. Insomma, un primo approccio leggero! Le narrazioni di questo genere, secondo me, hanno un pro e un contro: riesci a vedere meglio la storia attraverso gli occhi dell’autore, ma per apprezzare appieno l’opera ti deve piacere lo stile di disegno. Anche se io preferisco disegni più dettagliati e realistici, Zerocalcare è riuscito a coinvolgermi. Lo slang romano e le facce-meme ti fanno davvero immedesimare nell’opera e molte volte mi sono ritrovata a pensare “Anche io avrei reagito così”.
La lettura ti porta a una profonda immersione in un ambiente davvero complicato da descrivere in modo oggettivo: il Rojava, regione contesa tra la Turchia, la Siria e il popolo curdo. Non entro nel merito delle questioni politiche (leggete il libro e approfondite!), ma credo che Zerocalcare sia stato in grado di descrivere in modo obiettivo tutte le situazioni. Ho apprezzato soprattutto il ritmo adottato, le tavole sono ben bilanciate e un momento serio è trattato con il giusto tatto.
La lettura non si fa mai pesante, grazie agli intermezzi ironici, momenti di “monologo-dialogo” tra l’autore e parti della sua coscienza, rappresentati con personaggi famosi o dei cartoni animati.
Questa lettura mi ha colpito ovviamente per l’argomento trattato, un conflitto da noi occidentali sentito distante, ma vissuto quotidianamente dalle persone del luogo. L’autore riesce a trasmettere le emozioni che ha provato durante le due sue visite (novembre 2014 e luglio 2015).
Insomma, una lettura molto facile e scorrevole, ma ricca di significato. La consiglio a tutti quelli che vogliono iniziare a informarsi sull’argomento e, perché no, vogliono anche farsi una risata leggendo questo diario di viaggio davvero poco convenzionale.
Frase dal libro: “Che le ha detto? Che conosceva suo figlio.”

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